Lapsus Dei ‎– Sea of Deep Reflections – Recensione di Eleonora Veronesi

Lapsus Dei
“Sea Of Deep Reflections”

Progressive Doom Metal Band
Santiago del Chile

Fate un giro con me nel buio che arriva da Santiago del Chile.
L’album è uscito il 16 giugno 2020 via Sliptrick Records: malinconico, dalle atmosfere insolitamente rabbiose e rarefatte allo stesso tempo, in cui vengono toccati generi musicali diversi, proprio per questo non amo racchiuderlo in un’etichetta.

Questo concept parla del viaggio di un uomo tra la solitudine, desideroso di esplorare, di abbandonarsi, di “bere” la follia, per evadere,  dimenticare
… inebriandosi, perdendosi tra le onde.

Ed ecco Falling Apart ad aprire l’album, ricca di riff che fanno comprendere quanto sia ardente il desiderio di questo cambiamento… o abbandono, per quando cadi a pezzi.

The Call of Sirens
Quando sei alla deriva accade di farsi ammaliare da una luce irraggiungibile che attraversa e confonde .. poi arrivi all’anima e torna la nostalgia di un futuro inarrivabile, offuscato dal canto delle sirene.
Il brano non è suadente come il titolo potrebbe far immaginare ma duro, roccioso, in cui la sezione ritmica di Agustín Bastías e Luis Pinto Espinoza è granitica e la voce ruvida, quasi rabbiosa ad esprimere la delusione del nostro protagonista.

Naufragos
Cantata interamente in lingua originale e per questo così suadente ed elegante:  naufragare  dolcemente senza meta “all’alba dei mari” come le tastiere all’inizio del brano che sanno cullarti tra le onde della vita. La dolce malinconia viene spezzata da un basso che travolge e l’ondeggiare diventa una sfida che culmina nel solo di questa chitarra che ti ammalia per poi accompagnarti tra le acque nuovamente calme ed ogni suono si ammorbidisce.

A volte ti ritrovi a naufragare tra i rimpianti … ma nel mare della vita non ci si ferma mai.

The Last Trip
Un ultimo viaggio e la voce di Alejandro Giusti diventa un growl tenace e disperato che si intreccia con le morbide tastiere e la chitarra ci regala un assolo sognante. Ritmi morbidi che incalzano per questa preghiera al Dio delle tenebre, demone del mare a cui chiedi perdono per gli errori.

Di notte l’oceano è nero ma sa illuminare il cammino .. nessuno vuole rimanere da solo nell’ultimo viaggio. Un brano che sembra racchiudersi in uno spazio tutto suo rispetto all’andamento dell’album.

Colossal
Un arpeggio iniziale poi la voce viene accompagnata dallo scandire dolce della batteria e a seguire, da ogni strumento.
Quasi 8 minuti che al primo ascolto mi hanno lasciata piacevolmente sorpresa.

Azzardo e lo definisco una ballad (non pensate a qualcosa di romantico) probabilmente potrebbe sembrare inusuale chiamare ballad un brano  in cui il growl spezza l’atmosfera e ti travolge .. ma le chitarre, dall’arpeggio iniziale alle parti in solo, ti fanno perdere lasciandoti spaesato.. ed e’ una sensazione magnifica.

Le tastiere tessono la trama su cui ogni nota viene scandita, basso e batteria tracciano i margini di questo sentiero angusto, in parte racchiuso negli ultimi versi

“Kill the meaning of all 
take me and bury me inside 
sew your eyes and shine – and shine take me and bury me inside!”

Alone I Break
La chitarra di Rodrigo Poblete è tagliente e dolorosa esattamente come il testo.
La voce inizialmente accompagna, quasi sussurrando, il nostro naufrago stanco e senza forze per poi farsi più decisa fino ad arrivare al growl per la rabbia e la delusione che la vita riserva senza scampo.

“Time will come to an end?
you will ask for help
nobody will listen to you
nobody will wait for you
i will go far away
i can’t take it anymore”

Arrival
Il viaggio si conclude con la tempesta che il nostro protagonista ha dentro se’ : ha abbandonato le forze, le cicatrici guariscono, il dolore se ne va, gli errori sono lavati via dalla pioggia che dimentica il tempo .. la fine si avvicina e non ci si volta indietro.

Un finale senza dubbio doloroso e a tratti oscuro.

Come sempre non darò nessun voto, desideravo raccontare il viaggio che è stato per me questo album, in cui non mancano le note Doom, né riff e giri di basso impetuosi ma anche in cui le sperimentazioni progressive avvolgono senza dubbio questo concept introspettivo e ricco di sfumature .

01. Falling Apart
02. The Call Of Sirens
03. Naufragos
04. The Last Trip
05. Colossal
06. Alone I Break
07. Arrival

Line up:
Alejandro Giusti – Vocals/Guitars
Rodrigo Poblete – Guitars/Vocals/ Arrangements
Agustín Bastías – Bass
Luis Pinto – Drums

https://www.facebook.com/lapsusdeifan

 

Eleonora Veronesi

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